
L’arte nelle città toscane
La Toscana è universalmente riconosciuta come la patria sovrana dell’arte italiana. In virtù della sua storia secolare, che ha visto il culmine agli albori del Rinascimento, ospita opere pittoriche e architettoniche di fama mondiale. Più che analizzare le singole città, è più utile osservare le diverse epoche con cui si suole classificare l’arte figurativa. Al fine di rintracciare le maggiori opere presenti nel territorio. .
Parlare dell’arte in una regione come la Toscana può sembrare un’impresa ardua. Per la vastità del patrimonio e la varietà degli stili. Può essere utile ripercorrere il tempo passato, per intercettare i vari movimenti artistici e dove si sono diffusi.
Le prime, ma significative tracce, le troviamo nella fioritura dell’arte romanica nel Basso Medioevo. Gli esempi più rappresentativi si trovano a Firenze con il Battistero; ma anche nel favoloso scenario di Pisa e del Campo de’ Miracoli.
Spesso l’arte gotica viene ricordata per indicare le grandi strutture che si sviluppano in altezza. Anche alcune città toscane vantano eccelsi esempi di questa architettura; prima fra tutti, inevitabilmente, c’è Firenze. La Chiesa di Santa Maria Novella è un ottimo esempio; lo stesso stile si può rintracciare a Siena con il Duomo. Sempre nello stesso periodo si assiste alla fioritura dell’arte pittorica di Giotto, una felice parentesi che avviò un nuovo corso artistico.
Ma la vera esplosione d’idee innovative, che si ebbe nella regione, fu il Rinascimento. Tuttora, girando per le strade di Firenze, Siena, Pisa e altri centri troveremo esempi di arte rinascimentali, che furono degli autentici capiscuola. Soprattutto il centro fiorentino conobbe, contemporaneamente, un formidabile sviluppo economico che la collocò, senza rivali, al centro dell’attenzione mondiale.
Come non ricordare la cultura politica dei Medici, legata alla formazione di giovani pittori e con il proliferarsi di botteghe di artisti. La squadra di maestri ebbe un tridente d’attacco del tutto invidiabile. Contemporaneamente, nel centro toscano, si potevano incontrare il grande Brunelleschi, nell’intento di costruire la Cupola di Santa Maria del Fiore; Donatello, con le mani sporche di polvere di marmo, mentre plasmava una delle tante statue; infine Masaccio, con le sue fresche pitture adornanti le chiese.
La Toscana, in quest’ambito storico, vanta perfino la costruzione di una “città ideale”. Ciò che poteva sembrare un’utopia, alla metà del Quattrocento prese forma grazie allo spirito umanista di papa Pio II. Tuttora è possibile visitare la cittadina di Pienza, notando le perfette linearità e le architetture che seguono precisi canoni costruttivi.
Nel secolo seguente si tese a massimizzare il bello, creando uno stile che, per quanto possibile, potesse enfatizzare il bello, quasi massimizzandolo. Siamo nell’epoca del Manierismo. Con artisti che portano il nome di Rosso Fiorentino o Pontormo. La realizzazione architettonica, simbolo di questo nuovo fare, fu la progettazione e l’esecuzione degli Uffizi, ad opera del Vasari. La tendenza si propagò anche nelle altre città toscane.
I successivi stili segnarono un lento e progressivo decadimento dell’arte in Toscana. Seguendo il parallelo declino dell’influenza che le città ebbero nello scenario politico. Vedendo spostare l’asse del potere in altri luoghi d’Europa.
Chi vuole avere uno spaccato artistico della Toscana non ha che da scegliere una delle sue città. Inutile ribadire la leadership di Firenze; con la già citata Galleria degli Uffizi. Comunque, ogni chiesa e palazzo è già un museo.
Fin nelle piccole pievi, si possono rintracciare segni tangibili del tocco di un grande maestro; o di una particolare scuola di pensiero. Anche passeggiando per le vie di qualunque borgo, si respira il clima di creatività che coinvolse la regione qualche secolo orsono.
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