
I migliori vini della Toscana
Diciamo la verità: dopo gli splendidi paesaggi e l’arte, l’altro grande motivo per cui molti turisti scelgono la Toscana sono i vini. È veramente piacevole, in qualsiasi stagione dell’anno, percorrere le strade tra le colline, e vedere gli immensi filari delle viti. Da queste piante, ogni anno si ricavano migliaia di bottiglie di vino, che attraversano mari e oceani per giungere sulle tavole di tutto il mondo. Vediamo quali sono le migliori denominazioni e dove sono allocate.
Il vino più antico e conosciuto è sicuramente il Brunello di Montalcino. Prodotto nell’omonimo comune, posto nella Provincia di Siena, fu il primo vino a ricevere la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Il paese d’origine è altrettanto interessante, posto su una collinetta e con uno splendido nucleo storico. Nel centro si trovano molte enoteche, per l’assaggio e l’acquisto di questo splendido “nettare”. Il termine Brunello si riferisce alla colorazione scura del vino; ma nell’Ottocento, a Montalcino era più famoso il bianco Moscadello.
Un discorso più ampio e particolareggiato merita l’altra grande categoria di vino toscano, ossia il Chianti. Il nucleo storico, relativo al territorio di produzione, è quello delle zone di Firenze e Siena. In questo comprensorio si riconduce il Chianti classico. Altri tipi di questo splendido rosso si producono, invece, nelle province di Arezzo, Pistoia, Pisa e la parte superiore di Prato.
È molto interessante risalire alle origini storiche del Chianti. Fin dal XIII secolo si organizzò una Lega del Chianti, con lo scopo di stringere accordi commerciali con l’esterno. Anch’esso dal 1984 possiede il DOCG. Pur non possedendo una precisa città d’origine, ma un’area territoriale ampia, una bella passeggiata può essere fatta nella caratteristica via Chiantigiana. Un percorso composto da strade locali, che si estende per più di 60 chilometri, attraversando i vigneti da Firenze a Siena. Lungo il tragitto si incontrerà molta toponomastica che fa riferimento al termine Chianti. Tanto per ribadire l’origine antica del termine.
Un altro grande filone è rappresentato dalla produzione vinicola di Montepulciano, nella Provincia di Siena. Ancora una volta è un vino rosso, e c’è una forte analogia con il già citato Brunello di Montalcino; per via di questo borgo, anch’esso costruito su un poggio sovrastante. Inoltre vanta un’origine millenaria, poiché nel 789 già si citavano i vigneti di queste zone.
Esistono dei vini con produzioni limitate, ma non per questo meno pregiati ed apprezzati. Uno è il Morellino di Scansano, prodotto nella Provincia di Grosseto. Un vino rosso che dal 2007 ha acquisito il riconoscimento superiore DOCG.
La presenza di tutte queste produzioni ha intensificato la nascita e la specializzazione di nuovi mestieri. Incentivando la coltivazione della vite e la valorizzazione dei poggi toscani.
Ciò che la Toscana ha, e in cui le altre regioni difettano, è la convivenza di tutti questi vini, con l’altrettanta pregiata collezione d’arte di ogni tempo. Così che si può passare, con disinvoltura, da un bicchiere di vino d’annata alla visione di un dipinto di Giotto o una scultura di Donatello. Non a caso, in ogni città si organizzano eventi che creano questa suggestiva e vincente sinergia.
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