
Parco nazionale dell’Alta Murgia
Particolarità del Parco nazionale dell’Alta Murgia è, oltre alla ricchezza di flora e fauna, la presenza di elementi storici, culturali e archeologi unici al mondo come l’Uomo di Altamura, le orme di dinosauro e Castel del Monte.
Ubicazione, estensione e caratteristiche
Valori fondanti del parco
Tesori culturali custoditi nel parco
Aspetto floro-faunistico
Ubicazione, estensione e caratteristiche
Il Parco nazionale dell’Alta Murgia, costituito nel 2004, si trova in Puglia tra la provincia di Bari e quella di Barletta-Andria-Trani. Si estende per circa 68.000 ettari nei territori compresi tra Santeramo in Colle e Cassano delle Murge a Sud-Ovest, Gravina e Altamura a Sud, Minervino Murge e Spinazzola a Est e Andria, Canosa, Ruvo di Puglia e Corato a Nord. Il suo multiforme territorio è caratterizzato da un terreno agricolo, boschivo, steppico, rupicolo e geologicamente calcareo.
Valori fondanti del parco
L’istituzione del Parco nazionale non ha il solo scopo di proteggere e valorizzare la fauna e la flora del territorio ma anche quello di conservare la cultura, prevalentemente legata ai cicli naturali dell’agricoltura e della pastorizia, la storia e l’architettura rurale. Nasce dalle marce di un movimento pacifista che si opponeva all’installazione di poligoni di tiro militari nella zona interessata attualmente dal Parco.
Tesori culturali custoditi nel parco
Se dovessimo immaginare un intinerario turistico all’interno del Parco, tra le tappe che non potremmo assolutamente saltare ci sarebbe Castel del Monte, il famoso castello voluto da Federico II di Svevia e la cui immagine troviamo sulle monete da un centesimo di euro.
Altrettanto unici sono “l’uomo di Altamura” e le”orme di dinosauro”. Il primo è uno scheletro fossile ben conservato risalente a 125 mila anni fa e ritrovato nella grotta di Lamalunga, un pozzo carsico. Vicino Altamura, in località Pontrello, c’è la zona più ricca al mondo di orme di dinosauro. Ce ne sono circa 30 mila di diverse specie su una formazione rocciosa risalente al Cretacico Superiore, circa 80 milioni di anni fa.
Molto meno famosi e “nobili” ma di importante valore storico-culturale sono jazzi, masserie, poste, tratturi, necropoli, chiese rupestri e rurali, grotte carsiche, doline o puli.
Le doline o puli sono bacini carsici, molto simili a crateri, che devono la loro origine e forma probabilmente a cavità ipogee che hanno perso la loro volta. Le più famose sono il Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina. Tratturi, poste, masserie e jazzi invece sono legati all’attività della pastorizia. I tratturi sono strade sterrate ed erbose che i greggi utilizzavano per la transumanza, le poste costruzioni recintate da muri a secco per proteggere le greggi e gli jazzi costruzioni per gli allevamenti situati presso dirupi.
Ricordiamo anche il Castello di Gravina, anch’esso voluto da Federico II di Svevia, e il Castello del Garagnone.
Aspetto floro-faunistico
L’attrattiva floro-faunistica più importante del Parco è rappresentata dal Falco naumanni detto anche grillaio, specie minacciata e protetta che nel Parco ha la sua popolazione più numerosa in Europa. Altrettanto importanti per gli equilibri faunistici sono i predatori (donnola, volpe, faina), i rapaci (poiana, sparviero, lanario). Sono presenti anche rettili (geco di Kotscy, colubro leopardino), anfibi (rospo smeraldino, tritone italico, raganella e ululone appeninico), volatili (allodola, tottavilla, cappellaccia, calandra e calandrella). Nei boschi anche il tasso e l’istrice.
Il Parco è caratterizzato da boschi di querce (roverella, quercia spinosa, fragno, leccio e farnetto) e da zone coperte da vegetazione erbacea e basso arbustiva di tipo spontaneo.
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