
I siti archeologici laziali
Il Lazio conta circa 40 siti archeologici, disseminati in tutto il suo territorio. Fornendo uno straordinario spaccato delle civiltà che si susseguirono durante l’era antica
In Provincia di Frosinone, nell’area detta della Ciociaria, troviamo il primo sito archeologico di grande interesse storico: l’Acropoli di Alatri. Posto al centro storico dell’omonima città, risale addirittura al IV-III secolo a.C. La caratteristica che la rende quasi unica nel suo genere sono le mura. In buono stato di conservazione, la forma perimetrale rispecchierebbe, secondo alcuni, la costellazione astrale dei Gemelli. Vista l’età in cui sorse, può essere attribuita con buona probabilità alla già consolidata civiltà romana.
Il sito di Cures Sabini è un antichissimo centro che risale all’era dei Sabini. Si trova, appunto, nella zona dell’antica Sabinia. Nel primo periodo di dominazione sembra essere stata la dimora abituale del re Tito Tazio. Fu proprio quest’ultimo che vide il celebre episodio del “ratto delle sabine”, da parte del nascente popolo romano. Insomma, questo sito racconta il passaggio di testimone tra le civiltà pre-romane presenti in Italia centrale e la forza esplosiva di Roma.
Sta proprio qui la magia di queste terre: la concentrazione di diversi popoli, pur differenti nelle loro abitudini. Come i Latini e gli Etruschi, spartiti territorialmente dal letto del fiume Tuscus Amnis. Proprio in prossimità, nei Colli Albani, sorgeva la prestigiosissima città di Tusculum. Distrutta nel periodo basso-medievale, ora rimane un sito archeologico, databile tra l’VIII e il VII secolo a.C. L’insediamento gode anche di una presunta e leggendaria origine: per volontà di Telegono, figlio di Circe e Ulisse.
Come si nota, quindi, molti siti o attuali cittadine del Lazio appaiono nei libri di archeologia come esempi di riferimento per lo studio delle antiche civiltà. Un po’ meno nel comune sentire degli autoctoni o dei turisti che vi si recano. Il discorso non vale, però, per la famosa Villa di Tiberio, situata nella cittadina del latinense Sperlonga. Scoperta quasi per caso negli anni Cinquanta, ha rivelato al mondo la sede preferita della residenza estiva del grande imperatore Tiberio. Sul solco della tradizione romana di molti patrizi, che sceglievano questi litorali per affrontare le calure estive. La villa, resa alla luce dopo molti secoli, mostra gli ambienti abitativi e una serie di spazi per la vita domestica degli schiavi. Oltre ad una serie di sculture ritrovate nella grotta annessa.
A questo punto del percorso, avendo già concesso il giusto tributo al restante Lazio, è doveroso entrare a Roma per vedere, tra i tanti reperti, quelli appartenuti agli antichi Romani. Il leitmotiv che si riscontra è l’enorme dislivello tra le strutture del tempo e l’attuale piano urbano. Diversi metri, frutto di successive costruzioni o rabbocchi di terreno e materiali. Le celeberrime testimonianze non hanno bisogno di commenti: il Colosseo, il Pantheon, i Fori imperiali. E poi, ancora, l’Arco di Costantino e le Terme di Caracalla. Tutti simboli di un potere in via d’espansione nei secoli di dominazione. Che ben si plasmano con le architetture sorte successivamente, ma questa è un’altra storia!
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